Quali effetti ha una seconda lingua sul mio cervello?

SE PARLI INGLESE, PARLI CON IL MONDO.
I motivi che ci spingono ad imparare una nuova lingua, nel nostro caso l’inglese, sono i più svariati e sono diversi per ognuno di noi: c’è chi la impara per favorire il proprio futuro professionale, chi per motivi di studio, altri per poter viaggiare in modo indipendente o trasferirsi all’estero ed integrarsi senza difficoltà. In questo articolo però, vogliamo portare la vostra attenzione e curiosità sugli incredibili benefici che l’apprendimento di una seconda lingua ha sul nostro cervello.

VERSO L’EMISFERO SINISTRO… ED OLTRE!
Il processo di apprendimento è una procedura molto complessa: come spiega il Dottor Ping Li, professore di Psicologia e Linguistica presso la Pennsylania State University, per conoscere una lingua occorre memorizzare le parole (lessico), imparare il relativo sistema di suoni (fonologia), acquisire il sistema di scrittura (ortografia), apprendere la grammatica (sintassi) e cogliere le sfumature espressive (pragmatica).

Ognuna di queste funzioni attiva aree diverse del cervello e mentre la capacità di esprimersi usando la propria lingua madre risiede nell’emisfero sinistro del cervello, l’apprendimento di una seconda lingua consiste in un continuo scambio di informazioni tra i due emisferi.

Tale processo varia anche in base all’età in cui la lingua viene appresa: mentre i bambini assimilano la seconda lingua insieme alla loro lingua madre, gli adulti la memorizzano separatamente, per cui le strutture coinvolte nell’acquisizione e nell’elaborazione linguistica non sono fisse, ma cambiano e subiscono un adattamento corticale in presenza di una nuova lingua.

DIVERSE VARIANTI, UN UNICO RISULTATO
Sebbene ci siano modalità diverse di apprendimento, tutte portano gli stessi vantaggi: poiché l’apprendimento di una lingua è un processo complesso, parlare o imparare una lingua straniera richiede al nostro cervello un allenamento costante.

L’effetto è analogo a quello dell’esercizio fisico sui muscoli: esercitando i muscoli, questi aumentano di dimensioni, si rafforzano e modificano la loro struttura, migliorandone le funzionalità. Ciò si traduce nel miglioramento del controllo esecutivo, nella risoluzione dei problemi, nel passaggio tra un’attività e l’altra e nella concentrazione mentre vengono filtrate le informazioni irrilevanti, come ad esempio, l’atto di rilevare la lingua parlata ed evitare che le altre lingue si intromettano nel discorso.

Dunque: le dimensioni delle aree del cervello coinvolte aumentano, la materia grigia viene incrementata e la connettività tra le diverse aree, potenziata.. ma, nel pratico, in cosa si traduce?

I benefici sono molteplici: l’acquisizione dell’abilità di svolgere più di un’attività contemporaneamente, il miglioramento delle capacità mnemoniche e di quelle di analisi, il perfezionamento della capacità di ascolto, il rallentamento dell’invecchiamento del cervello ed il ritardo delle malattie degenerative come l’Alzheimer.

Te la senti di metterti alla prova con un breve esercizio di listening su questo argomento?
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